Guerino Paolantoni
La Parodontite colpisce il 50% della popolazione, conosciamola meglio
Parodontologia4 Dicembre 2025

La Parodontite colpisce il 50% della popolazione, conosciamola meglio

La malattia parodontale è una delle patologie orali più diffuse al mondo. Scopriamo insieme cos'è, come si manifesta e quali sono i trattamenti più efficaci per curarla.

La parodontite è una delle malattie croniche più diffuse al mondo eppure, ancora oggi, una delle meno conosciute dalla popolazione. I dati epidemiologici sono chiari: oltre il 50% degli adulti soffre di qualche forma di malattia parodontale. In Italia, la situazione non è molto diversa: si stima che circa 8-10 milioni di persone presentino forme moderate o gravi di parodontite.

Cos'è la parodontite?

La parodontite — un tempo chiamata 'piorrea' — è un'infiammazione cronica che colpisce i tessuti di supporto del dente: la gengiva, l'osso alveolare e il legamento parodontale. A differenza della gengivite, che è reversibile, la parodontite comporta una distruzione progressiva e irreversibile di questi tessuti se non trattata tempestivamente.

La causa principale è il biofilm batterico (la placca dentale): una comunità organizzata di batteri che, se non rimossa quotidianamente, si mineralizza in tartaro e scatena una risposta infiammatoria che, nel tempo, distrugge l'osso intorno ai denti.

Come si manifesta: i segnali da non ignorare

La parodontite è spesso definita un 'killer silenzioso' perché nelle fasi iniziali non provoca dolore. I pazienti tendono a ignorarne i segnali o ad attribuirli a cause banali. Ecco i sintomi principali:

  • Sanguinamento delle gengive durante lo spazzolamento o in modo spontaneo
  • Gengive rosse, gonfie o che sembrano essersi ritirate
  • Alitosi persistente che non migliora con l'igiene orale
  • Denti che sembrano diventati più lunghi (recessione gengivale)
  • Mobilità dentale o spostamento dei denti
  • Formazione di spazi tra i denti che prima non c'erano
  • Ascessi gengivali ricorrenti

Chi è più a rischio?

Sebbene la placca batterica sia la causa principale, non tutti sviluppano la parodontite allo stesso modo. Esistono fattori che aumentano significativamente il rischio:

  • Predisposizione genetica: chi ha familiari con parodontite ha un rischio maggiore
  • Fumo di sigaretta: uno dei fattori di rischio più potenti, peggiora la risposta terapeutica
  • Diabete mellito non controllato: altera la risposta immunitaria e favorisce l'infiammazione
  • Stress cronico: riduce le difese immunitarie
  • Squilibri ormonali (gravidanza, menopausa)
  • Farmaci che riducono il flusso salivare o causano iperplasia gengivale

Il legame con le malattie sistemiche

La ricerca scientifica degli ultimi decenni ha dimostrato un'associazione bidirezionale tra parodontite e alcune malattie sistemiche. I batteri presenti nelle tasche parodontali possono entrare nel circolo sanguigno e contribuire a processi infiammatori a distanza. In particolare, è stato dimostrato un legame con:

  • Malattie cardiovascolari (infarto, ictus)
  • Diabete mellito (relazione bidirezionale)
  • Parto prematuro e basso peso neonatale
  • Malattie respiratorie croniche
  • Artrite reumatoide

Come si diagnostica

La diagnosi di parodontite è clinica e radiografica. Lo specialista parodontologo esegue il sondaggio parodontale: una misurazione millimetrica della profondità del solco tra dente e gengiva. In condizioni di salute questa misura è inferiore a 3 mm; valori superiori indicano la presenza di tasche parodontali e perdita di attacco.

La radiografia panoramica o endorale completa il quadro diagnostico, permettendo di visualizzare l'entità del riassorbimento osseo.

Si può curare?

Assolutamente sì. La parodontite è una malattia trattabile, anche nelle forme avanzate. Il percorso terapeutico prevede una fase causale non chirurgica (la terapia parodontale non chirurgica o SRP – Scaling and Root Planing), una fase di rivalutazione e, se necessario, una fase chirurgica. Il mantenimento parodontale periodico è poi fondamentale per evitare le recidive.

La chiave è la diagnosi precoce: più tempestivamente si interviene, più tessuti si possono salvare. Se hai notato anche solo uno dei sintomi descritti, non aspettare: prenota una visita di valutazione con il nostro studio.

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