Gengivite consigli

Infiammazioni alle Gengive come curarle? Gengive infiammate che sanguinano al sondaggio

La gengivite (o gengivopatia) consiste in un processo infiammatorio acuto che colpisce i tessuti marginali dell’apparato di sostegno del dente: le gengive. Le Infiammazioni alle Gengive sono frequentissime fra le patologie esistenti della bocca.

Nella gran parte dei casi tale processo può essere legato alla carica batterica fisiologica presente nel cavo orale che, se non correttamente rimossa tramite le quotidiane manovre di igiene orale domiciliare, comporta un ulteriore accumulo di placca e tartaro (gengiviti placca-associate).

infiammazioni gengive

Controllo meccanico della placca batterica con l’ausilio dello spazzolino

In tale condizione, il biofilm batterico induce un’alterazione nella risposta infiammatoria che si sviluppa a carico delle gengive.

La componente ‘acuta’ di questo processo di difesa (meccanismo precoce e immediato nei confronti di uno stimolo lesivo e con rapida risoluzione)  rende la gengivite una condizione infiammatoria ‘reversibile’ dei tessuti gengivali che non comporta né la formazione di una tasca parodontale (quando il solco fisiologico, ovvero lo spazio esistente tra dente e gengiva, misura più di 3 mm) né perdita di attacco clinico (osso e gengiva sono adesi alla radice del dente).

Per contro, in un paziente suscettibile (con una certa predisposizione genetica per la malattia parodontale), la gengivite, se non trattata, può rappresentare una fase di ‘transizione’ verso un processo patologico più complesso e progredire, quindi, in parodontite.

Infiammazioni Gengive:Quadro Clinico

Gengive infiammate che sanguinano

Gengive infiammate che sanguinano

In condizione di salute parodontale i tessuti gengivali si presentano con un aspetto rosa, una consistenza duro-elastica disegnando archi regolari intorno agli elementi dentari e con un classico aspetto ‘a buccia d’arancia’.  Evidente sinonimo di salute è sicuramente l’assenza di sanguinamento e dolenzia durante lo spazzolamento.

L’accumulo di batteri forma, aderendo sulle superfici degli elementi dentari, strati di placca che appaiono con un aspetto bianco-giallastro il cui colorito tende ad intensificarsi quando, la placca non rimossa, calcifica trasformandosi in tartaro.  Tale condizione stimola quindi un processo infiammatorio in risposta all’insulto batterico, colpendo i tessuti gengivali. Questi, dunque, mutano il loro aspetto manifestando i comuni sintomi legati ai processi infiammatori acuti:

– gengive arrossate, edematose;

– tumefazione dei tessuti che appaiono gonfi e con una caratteristica consistenza molle;

– dolore anche in risposta a stimoli modesti come spazzolamento o masticazione;

– sanguinamento durante lo spazzolamento o la masticazione;

– temporanea disfunzione masticatoria correlata ai suddetti sintomi.

Il dolore e il sanguinamento sono i sintomi che più comunemente ‘spaventano’ il paziente, limitando e rendendo poco efficaci le manovre di igiene orale quotidiana; questo impedisce una completa rimozione della placca che continua, come in un circolo vizioso, ad accumularsi incrementando la riposta infiammatoria.

Per cui la comparsa di uno di questi sintomi può indurre un sospetto in merito alla presenza di un problema gengivale ed essere motivo di ulteriori accertamenti come una visita odontoiatrica.

Altri Fattori che possono indurre infiammazione gengivale

In percentuale minore la gengivite può anche presentarsi come manifestazione di malattie sistemiche che, inoltre, se associate ad un accumulo di placca e tartaro ne aumentano il carico infiammatorio (gengiviti-non placca indotte).

In particolare, l’assunzione di alcuni farmaci (diretta conseguenza di una patologia sistemica), come anticoagulanti, antiepilettici, possono essere la causa di processi infiammatori a carico delle gengive. Prevalente in questi casi, tra i sintomi sopra descritti, è un gonfiore gengivale a cui si associa un’iperplasia dei tessuti, un vero e proprio aumento del volume del tessuto.

Una condizione simile è molto frequente tra le donne che assumono contraccettivi orali o in fase di gestazione e allattamento, in cui i caratteristici squilibri ormonali alterano la risposta infiammatoria del sistema immunitario anche nei confronti di un minimo accumulo di placca batterica.

Inoltre anche le anomalie di posizione di uno o più elementi dentari possono essere un fattore predisponente l’accumulo di placca, dato dalla difficile detersione delle superfici, favorendo così lo sviluppo di un processo infiammatorio.

Chi può soffrire di Gengivite?

Numerosi sono gli studi che mirano ad una stima in merito all’incidenza della gengivite tra la popolazione.

Essa può insorgere a qualunque età, ma ha maggiore impatto nei bambini e nei soggetti in fase adolescenziale, in quanto hanno generalmente scarsa padronanza o conoscenza delle corrette manovre di igiene orale domiciliare da mettere in atto quotidianamente (spesso ostacolate anche dalla presenza di dispositivi applicati durante le terapie ortodontiche).

gengivite diagnosi

Diagnosi

La diagnosi di gengivite non richiede alcun tipo di intervento invasivo. La prima fase diagnostica si sviluppa sulla base della comunicazione tra il paziente e l’Odontoiatra e consiste nella raccolta anamnestica di una serie di dati relativi agli stili di vita (manovre di igiene orale, stress, fumo) e alle condizioni di salute sistemica del paziente (diabete, cardiopatie, assunzione di farmaci).

Segue poi una seconda fase di ispezione orale in cui la semplice osservazione dei tessuti gengivali (sulla base dei sintomi precedentemente descritti) permette di discriminare una condizione di salute gengivale da una patologica.

In presenza di un sospetto caso di gengivite, un ulteriore metodo diagnostico prevede l’utilizzo di una sonda parodontale (strumento millimetrato, standardizzato e minimamente invasivo che permette, inserita nello spazio esistente tra dente e gengiva, di misurare la profondità del solco gengivale che in condizione di salute parodontale si approfondisce fino a 3mm).

In una condizione di infiammazione gengivale, questa non si approfondisce per più di 3mm nel solco  (non rilevando tasche parodontali), ma evidenzierà un notevole indice di sanguinamento.

Quest’ultimo è stato a lungo oggetto di studio (lo è tutt’oggi) di numerosi articoli scientifici che, correlando l’entità dell’infiammazione istologicamente determinata alla presenza del sanguinamento al sondaggio, hanno permesso di attribuire estrema rilevanza a tale indice al fine di stabilire la severità dell’infiammazione.

Come si cura l’infiammazione alla gengive?

Guarigione gengive riduzione dell'infiammazione gengivale

Guarigione delle gengive e riduzione dell’infiammazione gengivale

La gengivite, come sopra descritto, consiste in un processo patologico reversibile il che comporta nella gran parte dei casi una risoluzione rapida e completa del problema.

Il percorso terapeutico consiste in una terapia che viene definita ‘causale’ perché mirata alla rimozione e al controllo del fattore che causa (fattore eziologico) la malattia: placca e tartaro.

La rimozione meccanica del fattore eziologico avviene tramite sedute di igiene orale professionale che consistono in un debridement sopragengivale e istruzione alle manovre di igiene orale domiciliare (utilizzo di filo interdentale + spazzolino manuale o elettrico).

Il controllo placca domiciliare permette, quindi, al paziente di contribuire in prima persona e in maniera fondamentale sia nell’esito finale del percorso terapeutico che nel mantenimento dello stato di salute.

Tale percorso risulta essere nella quasi totalità dei casi il più adeguato ed efficiente al fine di far rientrare completamente e in pochi giorni l’infiammazione gengivale.

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